"Cima Giovanni Paolo II" sul Gran Sasso d'Italia


 

INDICAZIONI ALPINISTICHE (a cura di Claudio Persio)

La Cima Giovanni Paolo II (quota 2424)

Si tratta di un torrione della lunga e aerea cresta che collega la Cima delle Malecoste (m 2444) al Pizzo Cefalone (m 2533), nella parte occidentale del Gran Sasso d’Italia.

Pur innalzandosi di pochi metri, il torrione, è ben individuato sul filo di cresta, sul quale si eleva quasi a sbarrare il passo (da cui il nome di “Gendarme” con il quale viene indicato dagli alpinisti locali), a guardia della cresta Est del Pizzo Cefalone.

Dedicare il “Gendarme” a Giovanni Paolo II, e metterlo in relazione con San Pietro della Jenca, luogo reiteratamente visitato da Sua Santità, ciò facendo attraverso il collegamento assicurato dall’itinerario descritto di seguito, assume il carattere di invito a vivere la natura in modo piú raccolto e piú consapevole, basandosi sull’escursionismo, che è attività semplice, elementare, forse faticosa, la quale, però, di null’altro ha bisogno se non di amore per la montagna e per le comunità che ne sono partecipi.

Cresta delle Malecoste: a sinistra, Cima delle Malecoste;
a destra, Pizzo Cefalone; al centro, “Cima Giovanni Paolo II”.

Itinerario escursionistico da San Pietro della Jenca alla Cima Giovanni Paolo II

L’itinerario percorre una delle zone meno frequentate di quella parte del Gran Sasso che forma la sponda orografica sinistra della Valle del Vasto, valle oltremodo interessante per la ricchezza di testimonianze storiche e architettoniche e per le bellezze paesaggistiche e naturali.

I due poli dell’itinerario sono il villaggio di San Pietro della Jenca e la Cima Giovanni Paolo II alle Malecoste.

Il villaggio di San Pietro della Jenca, da cui inizia l’escursione, è uno dei tanti agglomerati abitativi che nel Duecento concorsero alla fondazione della città dell’Aquila. Risulta “diruto” (praticamente disabitato) appena dopo la nascita della nuova città e tale resta fino ai nostri giorni, utilizzato solo in estate come appoggio per le attività agricole e della pastorizia. Appollaiato su uno sperone roccioso che sbarra la valle, con le sue casupole che fanno corona all’antica chiesetta e al tradizionale fontanile, il villaggio sta vivendo una seconda opportunità. Diverse opere di restauro e il crescente interesse turistico e escursionistico, in un contesto di intelligente tutela, ne fanno una delle perle del Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga.

All’altra estremità del percorso, la Cima Giovanni Paolo II, sulla cresta che dalle Malecoste raggiunge il Pizzo Cefalone, costituisce un punto di arrivo logico e oltremodo attraente per un escursionista preparato e desideroso di luoghi poco usuali. Il panorama sempre piú ampio, mano a mano che si ascende, le splendide vedute sui due versanti della catena, la ricchezza di flora, il frequente incontro con i camosci, sono solo alcune delle attrazioni di questo itinerario.

Particolare della “Cima Giovanni Paolo II”.

Scheda tecnica

Punto di partenza:
San Pietro della Jenca, quota 1166

Punto di arrivo:
Cima Giovanni Paolo II, quota 2424

Dislivello in salita:
m 1300 ca.

Difficoltà:
E – faticoso nella prima parte (la salita alle Malecoste) poi spettacolare e aereo

Tempo di salita:
ore 4:30 - 5:00 (soste di riposo escluse)

Descrizione:
Dal villaggio di San Pietro raggiungere la S. P. 86 del Vasto e percorrerla verso Est per circa 1 km. Sulla sinistra si stacca un sentiero/mulattiera che dapprima dolcemente, poi con salita piú erta e a zig-zag, si dirige verso il lato sinistro della lunga fascia rocciosa che taglia questo versante delle Malecoste. Tralasciando alcune deviazioni, sia a destra che a sinistra, continuare fino alla Sella delle Malecoste, m 2229, valico che permette il passaggio tra la Valle del Vasto e la Regione Solagne (alta Valle del Chiarino). Senza scavalcare il Valico volgere a destra (Est) e rimontare la breve ma ripida cresta ovest delle Malecoste fino ad arrivare sulla vetta, m 2444. Da questo punto il sentiero corre quasi pianeggiante, scavalcando alcune piccole gobbe, fin sulla Cima Giovanni Paolo II. Il ritorno si effettua per la via di salita. Sono possibili alcune varianti che, come quella per il Pizzo Camarda e il Piano di Camarda, non aumentano di molto l’impegno fisico e il tempo di percorrenza.

Nota:
Se si vuole raggiungere il Pizzo Cefalone, bisogna sapere che oltre la Cima Giovanni Paolo II la cresta è piú aerea e anche piú difficile (Escursionisti Esperti con familiarità nei sentieri su roccia). Sicuramente l’escursione si fa piú remunerativa ma bisogna essere capaci di precisa valutazione, oltre che delle proprie capacità anche delle condizioni del terreno e delle possibili evoluzioni meteorologiche.


COMITATO
CIMA

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